Ho finito ieri questo romanzo, opera prima del giovane Paolo Giordano. Era dalla lettura de "L'ombra del vento" che un romanzo non mi catturava con tanta forza, pagina dopo pagina! Fortissima la partecipazione emotiva al romanzo, attraverso le vite dei due protagonisti, così infelici da trovare sollievo e serenità solo l'uno nell'infelicità dell'altro. Ci si trova spiazzati e impotenti di fronte all'incapacità di entrambi di riprendersi completamente la proprio vita, dopo gli eventi tragici che le hanno segnate.




Non ricordo bene quando decisi di fare l’architetto.
Fin da piccolo ero appassionato di disegno e mi piaceva costruire case ai miei giocattoli utilizzando scatole da scarpe. Ci LEGO ho passato ore tutt'ora indimenticabili! Alle medie ero particolarmente portato per il disegno tecnico e spesso i professori mi chiedevano di aiutare gli altri. Alle superiori lo studio della prospettiva e il disegno degli stili architettonici mi entusiasmava.
Forse fu però il quarto anno del liceo che mi folgorò. Quando il nuovo professore di disegno, architetto, ci fece progettare “la nostra villa dei sogni”.
Da lì cominciai a sognare...
Gli anni dell’università, pieni di progetti e buone prospettive... La laurea, con un progetto “magico” e molto sentito... L'abilitazione...
Poi gli anni di gavetta. O così la chiamano ancora... Qualcuno dice “anni di formazione”...
Io dico anni di culo piantato sulla sedia di un professionista a disegnare in autocad, sottopagato e rigorosamente a nero... Anni in cui fai tanto e impari poco... Anni in cui ti rendi conto che il mondo che vedevi perfetto nei tuoi sogni è in realtà un mondo di iene. Anni in cui ti vedi respingere il progetto di riqualificazione di una porcilaia “perchè il portico contrasta il regolamento edilizio”... da quello stesso comune che approva (e finanzia?) la realizzazione di un Grattacielo di vetri Rosa in centro paese (poveri abitanti di zona, costretti a vivere ogni giorno nel mondo di Barbie...) e un Pantheon di dubbio gusto sulla via che introduce al paese (detto per inciso, contiene un negozio di biciclette e una banca...)
Poi il tentativo di fare il salto di qualità, aprire la partita iva, chiedere di essere trattato da professionista... Inevitabile benservito. L'inizio del lavoro in proprio. Sulla strada, da solo. Ma convinto a non voltarmi indietro.
In questi anni ho capito che per raggiungere i propri sogni bisogna cercare di attraversare strade diverse. Ho capito che devo tenere bene a fuoco la meta, non la strada che porta ad essa. Ho capito che è meglio fare slalom tra le schifezze che immergervisi dentro fino al collo.
E sono iniziati gli anni di progetti per parenti e amici, più soddisfazioni che soldi (ma devo ringraziarli con tutto il cuore sia per le soddisfazioni che per i soldi...). Anni di “non solo architetto”, ma anche “arredamento” e “tecnologia”. E qui le soddisfazioni sono davvero piene, grazie a Dio!
Ma non dimentico la meta. Sono ancora sulla strada. La raggiungerò. Magari dovrò allungare il tragitto, perchè di sozzure, per strada, ce ne sono tante... Ma io devo arrivare lì!
Non inseguo punti, ma direzioni...
Non batto i pugni contro una vetrina, al momento chiusa; nell’attesa che apra faccio un giro in altri negozi...
Non chiudetemi dentro una fogna, impreziosita da luminarie... fuggirei dal retro.
Perchè sono felice così. Perchè non ho mai smesso di giocare con i LEGO...
Io credevo ci fossero punti dove arrivare tutto da lì
si potesse comunque più o meno controllare dove il mondo
apparisse perfetto come da dentro alla vetrina del negozio di
giocattoli da bambino.
Invece più avanti vado quei punti si spostano di lato ed un
altro si fa vedere più in là vuole essere raggiunto e capito
non c'é niente di perfetto neanche dentro alla vetrina del negozio
di giocattoli da bambino.
Io non resto chiuso qua da questa parte del vetro un pupazzo
identità oggi fugge dal retro libero.
Ora i pensieri si aprono non hai punti ma direzione non si infrangono
lì su un vetro a fare parte di una collezione
e i miei pugni più non picchiano lì da dietro alla vetrina del
negozio di giocattoli.
I o non resto chiuso qua da questa parte del vetro un
pupazzo identità oggi fugge dal retro libero davvero!
...

Oggi la folgorazione: lo chiedo a Google!


Caro Marco Lui, mi rivolgo a te, non al tuo personaggio... Fai bene a difendere te stesso da tutte le accuse ingiuste che ti sono arrivate. Fai benissimo e mettere in chiaro tutte le cose errate e orrende che sono state scritte su di te da ignoranti. E sei bravissimo se davvero, come dici, riesci ancora a sorridere leggendo le più svariate alternative sulla fine cruenta che dovresti fare! E, davvero, ti auguro di riuscire meglio col nuovo personaggio che, dici, lancerai al pubblico al posto di Mr. Lui!“Lo odio, lo odio, lo odio ahhhh... quanto lo odio!”
(Tutti su Mr. Lui)
“L'essere più inutile dopo la zanzara.”
(Giulio Andreotti su Mr. Lui)“Nel cervello di un esemplare di Mr. Lui vige la legge della jungla: i neuroni combattono tra loro per la sopravvivenza.”
(Piero Angela su Mr. Lui)“Non vi affannate con queste petizioni, continuerò fino a quando non avrò pagato il mutuo per la casa al lago e dopo mi toglierò dalle palle.”
(Mr. Lui su il guadagno con la Mediaset)“Sono la cosa più intelligente creata dalla Mediaset fin dalla sua nascita”
(Mr. Lui su se stesso)

"Joel (Jim Carrey) e Clementine (Kate Winslet) si amano alla follia, ma la loro relazione è messa a dura prova dai loro gusti troppo lontani. Quando decidono di lasciarsi, Clementine prende la drastica decisione, all'insaputa di Joel, di far ricorso alla Lacuna Inc., una società in grado di cancellare dalla sua mente tutti i ricordi relativi alla storia d'amore conclusa.
Joel scopre cosa ha fatto Clementine, e decide di sottoporsi a sua volta al trattamento. Quando la "cura" è già iniziata, senza possibilità di fermarla, Joel capisce di amare troppo Clementine, e di non volerla cancellare. Inizia una corsa contro il tempo nella mente di Joel, che "fugge" attraverso diversi ricordi per poter salvare la memoria dell'amata.
La maggior parte del film si svolge nella mente di Joel, che, insieme a Clementine, vive tutti i ricordi di due anni di relazione, cercando di nascondersi ai tecnici della "Lacuna Inc." (Kirsten Dunst, Mark Ruffalo, Elijah Wood) in ricordi che non si collegano a Clementine, per poter salvare il ricordo di lei, per poter cercare di ricominciare la storia una volta terminata l'opera di "pulitura"."
How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd.
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Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.



Un'apina per tutte le età
Ideato, sceneggiato, prodotto e interpretato dal comico americano Jerry Seinfeld, Bee Movie è una divertente pellicola per famiglie il cui fulcro, sebbene ristagni nella morale facilona dell'equilibrio ambientale, si dimostra capace di far sorridere grazie a buone gag condite di doppi sensi.
"Il micromondo dell'alveare, creato seguendo parallelamente lo sviluppo hi-tech che ha coinvolto il XXI secolo, delinea perfettamente lo stile della pellicola: tecnologico, minimalista, frenetico. Effettivamente richiama nelle idee la meccanica strutturale dell'alveare, in cui le api svolgono ciascuno il proprio ruolo, senza errori, e la tecnica adoperata rappresenta l'ennesimo passo avanti nella computer animation, in particolare nelle interazioni ambientali e nella resa dei liquidi. La raffinatezza visiva, nonostante in determinate occasioni possa far pensare a un plagio nei confronti dell'inconfondibile Pixar character, possiede una sua personale e indistinguibile anima: l'esperienza maturata con Shrek ha evidentemente portato i suoi frutti nella concezione di un mondo appariscente e coerente nelle scelte. La regia - che molto spesso segue da vicino, in volo, lo sciame di api - riesce a cogliere il fascino della leggerezza, mentre lo storyline è così ben delineato che non è affatto assurdo assistere allo scambio di battute fra una donna e un'ape nella terrazza di casa; perché tutto è realizzato allo scopo di interessare due linee interpretative: quella spensierata del fanciullino e la ben più cinica e beffarda ironia dell'adulto. In questo senso Bee Movie è forse il primo film Dreamworks a centrare immediatamente il bersaglio, accorciando le distanze qualitative dallo strapotere della rivale Pixar."

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