
"Guardavo le sue mani che si intrecciavano
tra i ricami di una tovaglia.
Riuscivo a stento a trattenere la voglia
di afferrarle di aggredire il suo dolore.
Misto all'incenso il sapore di un pasto frugale
i ricordi storditi dal tempo.
Pur essendo simile a tante e tante altre persone
era speciale... speciale"
(Quattordici Luglio - Carmen Consoli)
Quasi due ore e mezza di concerto ininterrotto. Un concerto molto teatrale, siciliano e balcanico allo stesso tempo.
La presenza di una bravissiva attrice di teatro, che ha introdottoed enfatizzato alcune delle canzoni più importanti, ha arricchito uno spettacolo davvero unico. E' l'attrice ad aprire il concerto con un monologo tanto amaro quanto coinvolgente, che introduce la Consoli sul palco alle note di "Sulle rive di Morfeo", da sola, prima di scatenarsi con la band al completo in "Fiori d'arancio".
L'attrice torna a destabilizzare la serenità del concerto per introdurre "Eva contro Eva", sputando dal palco, sul viso di una bambola vestita come lei, una mela rossa addentata con voracità. Appare poi all'improvviso sulle note finali di "Contessa Miseria" (strepitosa dal vivo) per rimanere anche per tutta la successiva "La dolce attesa", ad accomunare due figure per certi versi simili nella loro follia.
Praticamente tutti gli strumenti suonati sul palco; non solo chitarre elettriche e batterie: mandolino, banjo, zufolo, cornamusa, contrabbasso, violino, piffero, flauto, tamburello....
"Il pendio dell'abbandono" viene introdotto da un assolo di contrabbasso molto emozionante. La bandiera della Consoli, "Blunotte", è arricchita dal suono di un violino...
E su tutto la carica della Cantantessa, che squarcia il cielo di Villafranca urlando "Geisha"; che fa cantare al pubblico veronese persino "Masino", in versione tarantella con tamburello agitato e percosso dalla stessa cantante; che onora la data del concerto intonando la commovente "Quattordici Luglio", unica canzone accompagnata da un leggio, a dimostrazione dell'eccezionalità dell'averla cantata; che riesce nell'intento di farsi accompagnare dal pubblico anche nella canzone al contrario "Bonsai"; che canta "Stato di necessità" attorniata dalla band in camice verde e mascherina da chirurgo al viso. Il finale è tutto siciliano, con una canto popolare cantato e saltato da tutti, pubblico e band, che suna più o meno così: "Tu ti lamenti, ma chi ti lamenti, pigghia lu bastuni e tira fora li denti...."
Tutti gli album sono presenti al concerto, anche se mancano all'appello alcuni grandi successi. Si sa che è difficile che canti "Amore di Plastica", mentre stupisce l'assensa di "Confusa e Felice", "Venere", Bambina Impertinente", "Signor Tentenna"...
Ma la cosa che manca più di tutto è, però, quell'accattivarsi il pubblico che dovrebbe essere alla base del lavoro di un cantante che chiede 20 euro perchè la si vada a vedere dal vivo... Passi per il non parlare affatto al pubblico durante il concerto (la Consoli se ne ricorda ben oltre la metà dello stesso, chiedendo scusa per il non essere capace di introdurre le proprie canzoni a parole... perchè vuol far parlare la sua musica... bla, bla, bla....). Ma anche a fine concerto, di fronte ad un sparuto gruppetto di fan (onestamente credevo che rimanesse un gruppetto più nutrito...), la Consoli se la cava con baci a distanza e una fuga in automobile. Dal centro del gruppo si sente urlare "Carmen! Non sei una diva!". Poco più indietro un meno elegante "Ma vai a ca**re!"..... Ecco il modo migliore per rovinare, nel ricordo dei fans, un memorabile concerto...